Giudiziaria Ispica 16/12/2012 17:28 Notizia letta: 6740 volte

Villa abusiva a Ispica, rinvio a giudizio per la moglie di Lombardo

La casa di Ciriga
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Ispica - Rinvio a giudizio per i quattro imputati nel procedimento stralcio scaturito dalla complessa vicenda della villetta di Cirica, di proprietà di Saveria Grosso, moglie dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Insieme con lei, difesa dall'avv. Salvatore Poidomani, sono imputati l'ex sovrintendente ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, Vera Greco, difesa dall'avv. Salvatore Trimboli e con la consulenza legale del prof. Tommaso Rafaraci, Giuseppe Caschetto, dirigente del Comune di Ispica, difeso dall'avv. Gurrieri, e Calogero Rizzuto, dirigente della Sovrintendenza di Ragusa, difeso dall'avv. Amodio, che erano stati chiamati ad esprimere un parere sulla ristrutturazione della villetta (nella foto), acquistata da Lombardo e donata alla consorte, nella quale, secondo la Procura della Repubblica di Modica, sarebbero stati effettuati interventi abusivi, oggetto del processo principale.
Il gup, Maria Rabini, ha quindi accolto la richiesta avanzata dalla Procura. Gli imputati sono accusati di abuso d'ufficio. L'udienza preliminare è stata caratterizzata dalle arringhe del collegio difensivo, che ha cercato di dimostrare l'assenza di responsabilità proprie della Sovrintendenza e dell'ufficio tecnico di Ispica. Secondo gli avvocati l'ex sovrintendente ha svolto in maniera ligia il suo dovere, concedendo il parere paesaggistico per la ristrutturazione di un rudere già preesistente che faceva pertanto parte integrante del paesaggio. Anche l'imputato Rizzuto, nella sua precedente deposizione, aveva parlato di inesistenza di impatto ambientale e di assenza di violazioni alle norme previste dal piano paesaggistico. Secondo il collegio difensivo, dunque, la Greco entrò solo nel merito che le competeva, quello paesistico, e non quello urbanistico di non sua competenza. Tra l'altro anche la Dia, ossia la dichiarazione d'inizio attività, era corredata di tutti i pareri positivi necessari. Quanto, invece, alla tesi sostenuta dall'accusa sul mancato rispetto della distanza minima di un immobile dalla battigia, ovvero 120 metri. La difesa sostiene che la villetta è stata soltanto ristrutturata dopo l'acquisto, mentre l'accusa sostiene che l'immobile, alla data dell'acquisto, era un rudere a cui sono stati apportati interventi abusivi. L'indagine edilizia era scaturita dopo la denuncia da parte di un lavoratore della Forestale. Il primo sequestro preventivo dell'immobile è datato 2004. Gli imputati dovranno comparire in aula il prossimo 10 aprile.

La Sicilia

Valentina Raffa
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