Attualità Ispica 18/01/2018 09:40 Notizia letta: 3228 volte

Ispica, ripascimento Santa Maria del Focallo, Legambiente: ripensiamoci

Scrivono i circoli congiunti di Ragusa, Modica, Scicli, Ispica
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Ispica - Il Gruppo di lavoro sull’erosione costiera di Legambiente iblea, facendo seguito alle notizie diffuse nelle scorse settimane, con toni trionfalistici, dal Comune di Ispica, ed ampiamente riprese dagli organi di stampa, torna a puntare i riflettori su S. Maria del Focallo, chiedendo l’avvio di una riflessione scientificamente seria, scevra da pregiudizi e strumentalizzazioni.
Lo spunto è offerto dalla delibera n. 150 del 20 dicembre 2017, con la quale la Giunta municipale, guidata dal sindaco Pierenzo Muraglie, ha approvato una perizia per i danni subiti da alcuni pennelli ad opera delle mareggiate che avrebbero colpito il litorale – si legge il documento – lungo tre periodi: dal 7 all’11 novembre 2016, dal 20 al 21 dicembre del medesimo anno e dal 16 al 18 gennaio dell’anno successivo.

Tecnicamente, i cedimenti vengono imputati a «forza maggiore», essendosi già accertata l’assenza di colpe tanto in capo ai progettisti quanto alla ditta esecutrice. Il che, tradotto dal burocratese, significa semplicemente questo: che quella “grande opera” tanto strenuamente difesa e sbandierata dalla vecchia come dalla nuova Amministrazione, quel “rimedio risolutivo” accolto e sostenuto con cieco entusiasmo persino da alcuni settori dell’associazionismo cittadino… non sembra in grado di reggere l’urto delle onde. E non già, a quanto pare, perché sia stato pensato male o non realizzato a dovere – sottolineano i Circolima perché non è umanamente possibile fare di meglio… neanche con tre milioni e mezzo di soldi pubblici (tanto è costato il primo stralcio).

È lecito domandarsi, a questo punto, se non fossero così infondate le perplessità espresse fin dal principio da Legambiente, a livello sia locale che regionale. Ed è ancora più interessante domandarsi, guardando all’immediato futuro, se sia ragionevole continuare ad investire ben trenta miliardi delle vecchie lire (col finanziamento, da ultimo, del secondo stralcio) in un progetto che non solo – Legambiente lo ripete da tempo – non dà piene garanzie di riuscita, ma – sembra proprio il caso di dirlo – “perde pezzi” prima ancora di essere ultimato.«Forti della nostra esperienza nel settore dell’ambientalismo scientifico – ha dichiarato il presidente del Circolo “Sikelion” di Ispica, Josè Bellisario – rivolgiamo un appello a tutti gli attori istituzionali, ed anzitutto a Palazzo Bruno, affinché si cambi strada al più presto, per ripiegare su un ripascimento davvero “morbido”, risolutivo ed ecosostenibile».

«E cogliamo l’occasione – ha aggiunto – per ribadire ancora una volta quanto diciamo da tempo, insieme ai nostri omologhi iblei: è assurdo che sulla gestione del litorale non ci sia una visione d’insieme; è assurdo che ad Ispica si compri a peso d’oro la sabbia di cave lontanissime, mentre a Pozzallo si sia costretti a periodici salassi per smaltire quella che un tempo sarebbe stata proprio la “nostra” sabbia e che adesso giace, intrappolata e carica di sostanze inquinanti, all’interno del porto, e che intanto l’ex Provincia sia costretta a sborsare ulteriori somme per ovviare ai periodici crolli lungo la strada litoranea, che proprio i pennelli dovrebbero proteggere! Su tutto ciò, occorre che sia i cittadini che, soprattutto, la Politica e le Istituzioni tornino ad interrogarsi, in un clima di reale ascolto e partecipazione: noi, come associazione, siamo qui».

Redazione